| |
| 30 Dicembre
2001 |
by
Anna Veneroso
|
Pisciotta
- Nel mese di giugno del 1992 Pisciotta si preparava ad intraprendere un
cammino nel mondo del volontariato che sarebbe durato circa 10 anni. Una
mattina di maggio, poco più di 100 persone dai 18 ai 65 anni si ritrovarono
in un'aula dell'edificio scolastico per sostenere l'esame di idoneità che
avrebbe permesso loro di diventare V.d.S. (Volontari del Soccorso) del
gruppo nascente di Pisciotta della Croce Rossa Italiana.
Ero una di quelle persone e, nonostante quello non fosse propriamente
il primo esame della mia vita, mi scoprii tremante ed emozionatissima.
Cercavo di nascondere il vuoto allo stomaco con sorrisi e pacche sulle
spalle, mentalmente vergognandomi di avere paura di mettere allo scoperto la
mia emotività. Tuttavia guardandomi intorno e scambiando impressioni e
commenti con gli altri, mi accorsi di non essere l'unica a sentire quei
brividi che accompagnano sempre la paura di ciò che è sconosciuto, ma che,
anzi, c'era chi stava peggio di me e che i miei sorrisi e le mie pacche
sulle spalle venivano presi, al contrario, come segno di incoraggiamento.
Man mano che il tempo passava e si avvicinava il momento di sedermi di
fronte alla commissione esaminatrice mi rendevo conto che la staffetta delle
mie paure stava cedendo il testimone alla voglia di aiutare chi, per
l'emozione, balbettava o voleva ritirarsi o aveva gli occhi lucidi...
insomma realizzai , in poco tempo, quanto fosse importante accantonare le
proprie esigenze per dare una mano e aiutare chi si trovava realmente in
difficoltà... e non ero l'unica.
Credo che nella storia sociale di Pisciotta
quel giorno di maggio, che certamente non verrà ricordato negli annali,
fosse invece un giorno da scrivere in rosso, perché nonostante il nostro
paese avesse assistito alla nascita (e al declino) di numerose associazioni,
mai si era visto un assortimento umano così vario sia per l'età che per la
provenienza.
Mai tante persone di Rodio, Marina, Caprioli, Pisciotta si
erano ritrovate compatte, unite, solidali, pronte ad aiutarsi senza alcun
fine, né politico,
né economico né di alcun altro genere. Più di cento
persone emozionate e determinate a diventare volontari., pronte a salire su
un'ambulanza in emergenza, medicare una ferita, misurare la pressione con
l'unico scopo di potersi mettere al servizio di chi aveva bisogno.
Alla fine di quel giorno e degli esami, non è retorica dirlo, tutti ci
sentivamo soddisfatti, ricchi di un tesoro non palpabile, contenti. Eravamo diventati un vero e proprio gruppo, e non solo, avevamo siglato
tra di noi un tacito patto di amicizia e solidarietà; persone che fino al
giorno prima si salutavano appena, da quel momento accompagnarono il saluto
con un sorriso. Oltre ad essere diventati volontari della Croce Rossa eravamo diventati,
tra di noi, amici.
Un miracolo per Pisciotta ...!? |
|