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Per Bacco /di Vito Puglia

Da: Michele
Categoria: Cose Varie
Date: 22 Agosto 2008

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PISCIOTTA DA PER BACCO SI CONTINUA LA FILOSOFIA SLOW

Ci troviamo nel pieno Cilento marino a Pisciotta da Per Bacco, lo abbiamo visitato sabato 26 luglio, ospiti al resort Capo D´Arena, aperto di recente ed ideale per le famiglie, e ci rechiamo a visitare la storica osteria Slow che più di vent´anni fa Vito Puglia aprì questo ritrovo tra gli olivi millenari della sua splendida proprietà che dalla Statale, poco prima di entrare nel paese, scende sino a toccare il mare dei pescatori di alici di Menaica.

Ci troviamo anche una mostra di grande interesse e dell´artista Eduardo Giannattasio che vive a Sieti il "paese albergo" di Giffoni Valle Piana, con le sue opere dipinte a fuoco, e un clima conviviale veramente "Slow" con personaggi interessanti, che da Londra hanno deciso di aprire un agriturismo a San Giovanni a Piro, critici d´arte e varia umanità cenando sotto ad un ulivo di 1500 anni.

La cena inizia con un misto di antipasti fior di zucca e tortino di alici di mennaica, fusilli al pesto, grigliata di carne mista, un assaggio di un pezzo di agnello, maiale e bufala, annaffiata a un Primitivo di Manduria e per finire due ottime creme di pesca con passito mentre noi gustavamo la piccola Anna scorrazza con gli altri bambini felice fra i tavoli.

Da allora il paesaggio non è cambiato molto, la zona resta poco antropizzata e non è difficile trovare, anche d´estate, bellissime sorprese nelle ceste delle barche rientrate nel languido porticciolo, a cominciare dalle aragostine di Palinuro o qualche buon tonnacchio. Certo, rispetto agli anni ´80, anche le dimensioni del pescato iniziano a ridursi perché il mare non è una risorsa infinita, ma lo stacco rispetto ad altri tratti di costa è palpabile. Per conoscere le origini della slow food in Campania bisogna venire qui, sempre pochi posti, sempre slow, trovi sempre qualcuno o qualcosa di interessante.

Nello spazio circoscritto dal muro a secco l´atmosfera è slow e al tempo stesso soft, un po´ di musica di sottofondo, il padrone di casa ha trovato nuove motivazioni dopo essere stato il fondatore di Slow Food in Campania e punto di riferimento nazionale sui presidi insieme a Pietro Sardo. La carta dei vini è invidiabile. La materia prima è costituita soprattutto dal pesce azzurro, citiamo ovviamente il tortino di alici, il pesce bandiera in foglia di limone, il lacerto grigliato, oppure la tagliata di ricciola o di tonno, la parmigiana di melanzane o di zucchine.

Citazione cilentana classica con i fusilli fatti a mano conditi con il ragù o il pomodorino fresco e citazione napoletana con il pacchero di Gragnano al Pomodoro san Marzano. Buoni gli spaghetti al pesto cilentano o quelli ammollicati ai frutti di mare. Infine una selezione di formaggi scelti di Vito e di salumi per chi ha solo voglia di bere una buona bottiglia spiluccando qualcosa. Il grasso della cucina è l´olio dell´olivo pisciottano, la cultivar del Cilento capace di segnare il paesaggio con le oltre 600.000 piante giganti tra il Gelbison, Ascea, Pisciotta, sino a Palinuro.

Il locale è una sintesi della filosofia originaria di Slow Food ben declinata sul territorio e senza alcuna concessione commerciale in senso stretto: la serata entra rapidamente nella notte, Vito si siede al tavolo e si chiacchiera a lungo, magari tornando sui dolci tra i quali il must e la caprese. Pagherete sui 30 euro, vini esclusi. Lo abbiamo ritrovato uguale a se stesso, con gli stessi tavoli e la stessa filosofia. Il Dia Logos qui è di casa... Michele Cinque

 

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