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Verso il Giubileo del 2000
“Le confraternite animate e guidate dallo Spirito Santo verso il Giubileo del 2000, nella Chiesa e con la Chiesa”

La confraternita di Sant’Agnello Abate di Pisciotta ha partecipato all’ottavo cammino di fraternità delle Confraternite delle Diocesi d’Italia che si è svolto a Messina i 9 e il 10 maggio 1998.

E’ stato un momento di intensa spiritualità dal quale tutti i confratelli presenti hanno ricevuto una grandissima emozione. Lo stesso tema proposto dal convegno, “Le confraternite animate e guidate dallo Spirito Santo, verso il Giubileo del 2000, nella Chiesa e con la Chiesa”, ha voluto significare il grande impegno che deve contraddistinguerci in questo nostro ingresso nel terzo millennio dell’era cristiana. La Confraternita deve essere animata e guidata dallo Spirito Santo e deve operare nella Chiesa e con la Chiesa. Una cosa del genere sembrerebbe del tutto ovvia ma non sempre è così.

Il più delle volte le confraternite sono gruppi di persone che unendosi sotto l’egida di un Santo si limitano ad accompagnare qualche processione e qualche defunto, senza vivere le ansie che animano una parrocchia. Perfino la partecipazione domenicale alla celebrazione Eucaristica è poco sentita chiudendo in questo modo le porte al soffio vivificante dello Spirito Santo che ben altro vorrebbe da noi cristiani. Accettiamo poco l’ubbidienza dovuta al pastore che ci guida pensando di riuscire a fare a meno di tutto e di tutti, giacchè basta il solo abito da confratello che indossiamo a santificarci.

Il convegno a cui abbiamo partecipato ci ha richiamato ad una diversa e più cruda realtà. Il cristiano prima di tutto e il confratello, poi, se non è animato dallo Spirito Santo è come quella pianta di fico, citata nel vangelo, che non produce frutto ed è destinata ad essere tagliata e buttata nel fuoco. Se non siamo capaci di vivere l’Eucarestia, “vero cibo e vera bevanda”, non possiamo avere parte all’eredità di Cristo. Se non siamo capaci di ubbidienza al sacerdote, soprattutto quando questa ubbidienza ci costa, non siamo per la Chiesa ma contro la Chiesa.

Quando non siamo capaci nemmeno di perdonarci fra di noi, lasciando inacidire l’astio e il rancore, come possiamo pretendere che il Padre possa perdonarci a sua volta? Tutti questi pensieri attraversavano la mia mente durante il convegno ed oggi, mentre mi accingo a scrivere queste poche righe, mi chiedo se qualcosa è cambiato.

La nostra confraternita si richiama ad un grande santo, Agnello, che ha fatto della sua vita una donazione al Padre. Ha vissuto i comandi dello Spirito Santo donandosi agli altri senza nulla serbare per sé. Ha fatto dell’Eucarestia la fonte a cui abbeverarsi e cibarsi tutti i giorni, consapevole che l’unione con Cristo è la gioia massima per ogni cristiano. Ha vissuto nella Chiesa e per la Chiesa anche a costo di sofferenze facendo dell’ubbidienza uno dei massimi comandamenti.

Allora se Agnello è il nostro esempio, noi dovremmo cercare di essere come lui. Questa è la grande sfida a cui siamo chiamati. Da soli certamente non ne saremo capaci, ma se vivremo più intensamente la nostra vita di cristiani con la preghiera comunitaria, continuamente sollecitata dal nostro parroco, potremo farcela ed allora veramente saremo una Confraternita animata e guidata dallo Spirito Santo, verso il Giubileo del 2000, nella Chiesa e con la Chiesa. 

Il Priore della Confraternita
Nicola Agresta       
 

 

Notizie di Pisciotta e dintorni pubblicate "dal calendario di S.Agnello Abate" 
dalla nostra editrice Maga   < Maria Gabriella Mautone >