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(In occasione  del XIV° centenario della morte  596 -1996)
DAL CALENDARIO DEL 1996

Immaginaria Intervista a S.Agnello Abate

Ricorre quest’anno il 14° centenario della morte di S.Agnello Abate. Molto è stato scritto della sua vita e delle sue virtù. Uomo semplice, devoto di Maria S.S. abbracciò l’ideale monastico di San Benedetto da Norcia, e visse come Abate l’esperienza della regola “ora et labora”. Proprio per questo e, per uscire dagli schemi, abbiamo pensato di intervistarlo. Ci permettiamo un po’ di

confidenza, certi di essere da Lui perdonati.

- Aniello come va la vita in Paradiso?

Bene, in compagnia del Signore si sta sempre bene.

- Dopo tanti anni riscuoti ancora tanto “successo” tra la gente, mi sembri uno di quei personaggi televisivi che non conoscono tramonto.

Non esageriamo. Tu lo sai che il motivo del nostro “successo” è sempre il Signore. Non dimenticare che sono un Abate e quindi vicino al Popolo, E’ questo il motivo della mia popolarità. E poi devo dirti che per mantener questa popolarità mi tocca lavorare molto, meno male che ho ricevuto il dono della parola.

- Hai mai fatto il conto delle candele che i fedeli ti accendono ogni giorno, non ti sembrano troppe, non ti procurano imbarazzo visto che le tue candele superano a volte quelle degli altri Santi?

Qualche volta sì, succede quando vedo che davanti al Tabernacolo non c’è neppure la lampada. Allora mi rivolgo al Signore pregandolo di prendersi le mie candele e di perdonare l’ignoranza religiosa.

- E’ vero che fai molte grazie al giorno, come scegli i fortunati.

Non scherziamo, queste sono fantasie popolari.

- Allora parliamo di cose serie, è meglio non scherzare troppo con i Santi. Cosa vuoi dire alla Chiesa e al mondo nel 14° Centenario della tua morte.

Solo parole di speranza che partono dal Vangelo. Ripeto l’augurio Ora et labora. Con l’impegno però a non rincorrere solo i beni di questo mondo ma quelli dell’anima. E’ necessario recuperare la dimensione dell’essenzialità delle cose e la regola Benedettina ora et labora.

- Ti piace il mondo di oggi?

Sotto alcuni aspetti direi di sì, per i recupero della solidarietà, per la crescita culturale e spirituale, per l’universalità del messaggio evangelico. Per altri aspetti assolutamente non mi piace: avete diviso il Nord e il Sud,con tutte le conseguenze di ingiustizie e sopraffazioni. Il mondo sta diventando proprio una “Arancia Meccanica”, diviso in tanti spicchi e pieno di macchine; il materialismo pratico è molto diffuso e sta penetrando nelle famiglie e anche nella Chiesa. Cresce l’individualismo e la solitudine. Ma è inutile elencare i mali della vostra società, sono ben noti, è necessario lavorare per il regno di Dio.

- Aniello, sei troppo breve nelle tue risposte, come mai? Non hai niente da dire?

Se vuoi la predica te la faccio, ne ho fatte tante in vita! Oggi la gente ha bisogno soprattutto di testimonianze.

- Cosa dici di Pisciotta?

La domanda è molto provocante. Da una parte tutto il bene possibile, nel suo sforzo continuo di testimoniare il Vangelo per la salvezza. Però avrei anche molte riserve, il mondo politico, la ricchezza tante volte ostentata, l’egoismo che voi chiamate star bene, l’esaltazione del potere e della carriera, le divisioni e le lotte interne. I difetti di sempre accentuati dalla corsa al benessere. E’ necessaria la conversione anche per Pisciotta.

- Chiedo scusa Aniello, ma in Paradiso vedete la televisione?

Sì qualche volta insieme ma preferiamo il dialogo tra di noi: il nostro tempo libero è molto limitato. E poi non si trovano programmi seri, troppa pubblicità per i bisogni materiali che a noi non servono più. La cosa strana è che non troviamo neppure programmi religiosi dignitosi. Certamente se ai tempi miei ci fosse stata questa possibilità l’avrei usata per predicare al mondo “che solo Dio è il nostro unico fine”.

- Ora parliamo del Padre Abate San Benedetto, come mai scegliesti di seguire lui?

Per la concezione della vita di preghiera e di lavoro e per il suo spirito di rinnovamento. Vedi il carisma Benedettino mi affascinò perché mi rendeva libero e permetteva di puntare sulle cose essenziali della vita.

- Pare però che anche l’ideale benedettino abbia fatto il suo tempo: i monaci diminuiscono e la gente pensa a rincorrere la ricchezza. Non sei preoccupato per il futuro dell’ordine?

Preoccupato no, è sempre il Signore che guida la Chiesa. Quando non si propongono ideali forti e autentici, come fece Benedetto è ovvio che mancano le vocazioni. È necessario riscoprire il valore della fratellanza per ritrovare il senso della vita, questo vale anche per la gente.

- L’intervista termina qui, Sant’Aniello però permettimi l’ultima richiesta, prega anche tu per le vocazioni e per questo popolo.

Sì lo farò. Ma ora lasciami continuare a contare le candele della giornata e dì ai Pisciottani tutti “che prego per la salvezza della loro anima”.

“E’ mio desiderio che tornino a Cristo e alla Chiesa”.

Meno chiacchiere e più fratellanza. A proposito ... l’ultima volta che son passato ... c’era forse sciopero degli operatori ecologici? Non mi pare! Allora caro parroco hai bisogno di metterti gli occhiali!

Non solo io caro Sant’Aniello! ...
 

Notizie di Pisciotta e dintorni pubblicate "dal calendario di S.Agnello Abate" 
dalla nostra editrice Maga   < Maria Gabriella Mautone >