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IL VOLONTARIATO  

Il volontariato è un particolare tipo di “Amore” prestato da tante persone che si raggruppano in associazioni per regalare solidarietà e soccorso a chi ne ha bisogno.

          Il volontario svolge la sua attività con il cuore, senza interessi di alcun genere ed è slegato da obblighi ed impegni; è una persona che lavora, studia ed ha famiglia e che fa la scelta del volontariato ritagliando quel po’ di tempo tra lavoro, famiglia e vacanza per offrire le proprie capacità in iniziative a favore degli altri.

           Tra queste brave persone abbiamo due nostri compaesani che hanno scritto delle loro attività in due lettere pubblicate sul calendario di S. Agnello dell’anno 2000, che  qui di seguito vengono trascritte.

VOLONTARIATO: LA MIA TESTIMONIANZA

Parlare di volontariato non è semplice. Prima di tutto bisogna capire il significato di questa parola “volontariato” significa fare qualcosa senza essere costretti ed oggi grazie a Dio, tante persone hanno capito di avere qualcosa da dare. Dio ad ognuno di noi ha dato dei talenti e sta a noi farli fruttare mettendoli a disposizione degli altri. Un giorno Dio stesso ci presenterà il “Conto”. Dove non arrivano le istituzioni arriva il volontariato. Credetemi, però, i volontari non sono persone che non hanno niente da fare, al contrario, sono persone impegnate in altri lavori, ma riescono ad impiegare o ritagliare un po’ di tempo per aiutare i fratelli.

            Noi siamo responsabili dei nostri fratelli anche se poveri o ricchi, atei o credenti. Io vivo in una di queste realtà di volontariato chiamata “Missione S. Francesco”, voluta e portata avanti da un frate cappuccino, dove ogni giorno si sperimenta la “Provvidenza” e vi assicuro che non manca mai. Io ed altri volontari divisi in gruppi ci avvicendiamo ogni giorno della settimana, compresi i festivi, per assistere i nostri fratelli più sfortunati. Vi assicuro sono tanti! A volte arrivano a superare le cento persone al giorno.

            Noi li forniamo di biancheria, vestiti, si lavano nelle docce della missione, ci sono medici che l’assistono e gli danno un pasto un pasto caldo, forse l’unico della giornata. Ci sono persone di tutte le razze e di tutte le età: dai bambini ai ragazzi, agli anziani, agli extracomunitari, poveri non solo di tasca ma soprattutto di spirito. Ogni giorno alla missione è una esperienza nuova: Sembra che tu dia qualcosa a loro ma in realtà sono loro che danno qualcosa a te. Loro non chiedono altro che amore, qualche parola di conforto forse perché ne hanno così poco. Basta un sorriso per farli felici. “Un sorriso non costa niente, ma dà tanto” dice un poeta. Con questo, non significa che sono tutte rose e fiori, al contrario, non è facile ascoltare tutti, spogliarti della tua superbia per servire chi socialmente vive ai margini della società. 

            Sono cinque anni che io faccio questa esperienza e ormai non potrei farne a meno, è come una “dolce” malattia che prende quanto più può di te ma ti restituisce il tutto raddoppiato; mi ha aiutato tanto nei momenti più difficili della mia vita e continua ancora…La mia strada è ancora piena di buche e molte volte si rischia di infossarsi ma le parole di Gesù mi sollevano e mi fanno andare a vanti: “Chiunque fa qualcosa all’ultimo dei miei fratelli è come se l’avesse fatto a me”. Nessuno dei “poveri” va via dalla missione a mani vuote perché il frate cappuccino ci ripete sempre: “A che vale servire novantanove persone se poi mandate via il centesimo”.

Forse il centesimo era Gesù ed è stato mandato via.
Palermo, dicembre 1999

D’Amato Marisa

 

VOLONTARIATO – ESPERIENZE DA PISCIOTTANO

Nel corso della mia attività di tutore della legge, prima svolta in una località della ricca Lombardia ed attualmente in un paesino situato nella parte nord della Sardegna, ho conosciuto, tra le altre cose, una nuova realtà: il volontariato.

         Si tratta di un insieme di esperienze associative sia laiche che religiose innervate da forti relazioni umane e guidate da evidenti motivazioni solidaristiche; infatti, una delle tradizioni più antiche e sostanziali del volontariato è quella  dell’attenzione premurosa e partecipata verso il debole, il malato, il povero.

          Quando si verificano casi di bisogno non si rimane con le mani in mano, ma si cercano e si trovano le soluzioni adeguate, anche oltre i limiti del dovuto.

           Attratto da questa meravigliosa attività di solidarietà, nelle ore disponibili ho iniziato prima in Lombardia la mia collaborazione ad alcune associazioni, sia laiche che religiose, cosa che ho continuato in Sardegna. In questa località, dove ho trovato una popolazione, con uno stile di vita orientato verso la sobrietà, anche se non mancano esempi di consumismo, sono stato promotore e fondatore insieme ad altri, della costituzione di una nuova associazione. Dato già le innumerevoli associazioni esistenti  in loco, abbiamo iniziato l’attività quasi in sordina, con interventi presso famiglie in particolare stato di necessità, non solo materiale. In questo anno l’orizzonte degli interventi si è ampliato, organizzando direttamente o collaborando a ben sette viaggi nei territori martoriati della ex Iugoslavia. In tutti questi viaggi i partecipanti, membri o simpatizzanti si sono sobbarcati le spese di viaggio per loro e per gli automezzi: infatti le spedizioni erano composte da cinque o sei automezzi di proprietà dei partecipanti o gentilmente concessi da amici.

          Altre iniziative significative nel corso dell’anno sono state le seguenti:

- Raccolta dei fondi per fornire le spese di cura, viaggio e soggiorno in America ad un bambino nato non vedente, al quale si sperava con un intervento di alta chirurgia di ridonare la vista (furono raccolti in quella occasione 100 milioni). L’intervento fu fatto, anche se i risultati non furono quelli sperati.

- Organizzata una mostra del dolce. Con il ricavato è stato acquistato un mammografo, dato in donazione al locale ospedale.   

           Dopo aver dato testimonianza su esperienze positive, termino aggiungendo con rammarico, di aver riscontrato che oggi un altro problema è dato dalla rottura della coesione sociale, che rende difficile la trasmissione generazionale dei valori. Quindi è fondamentale ridare forma allo stato sociale per poter rispondere ai bisogni sociali di tutti.

PALAU (Sardegna) dicembre 1999
Ispettore Superiore di Polizia di Stato

                                                                                                           Amodio Vittorio

 

Notizie di Pisciotta e dintorni pubblicate "dal calendario di S.Agnello Abate" 
dalla nostra editrice Maga   < Maria Gabriella Mautone >