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Dal calendario1996

dal Libellus Miraculorum S. Agnelli
di Pietro Suddiacono prima metà del X° secolo

Testo reperito dall’Avv.Pasquale Mautone 
e tradotto dal dott. Luigino Mautone

 

1° Miracolo

Vi era una fanciulla nel quartiere Centuria di nome Anna, sopraffatta nella salute tanto che aveva il corpo da sembrare un cadavere. Infatti affetta da quotidiani vomiti di sangue, e non avendo la forza né di bere né di mangiare, si avvicinava alla morte. Già era sul punto di morire, quando le comparve S. Agnello, vestito da monaco, e disse: "Vieni da me a Napoli ed io ti salverò. Ma perché tu non abbia dubbi su ciò e sii sicura di quanto promesso, io ti dico, prevedendolo, che so di un tuo consanguineo fatto prigioniero dai saraceni nella città di Bari, ebbene io lo libererò dai ceppi e per la tua gioia lo condurrò da te per farti accompagnare da egli stesso presso di me". 

Ammira la potenza di Dio! Nello stesso tempo appare lo stesso Santo ai piedi del prigioniero e subito le sue catene si spezzano, e, procurandogli ogni aiuto per poter affrontare tre giorni consecutivi di viaggio, lo condusse nel posto stabilito e lo ammonisce dicendogli: "o figlio, non amare il mondo e le cose terrene, ma liberati da ogni vincolo carnale. Ritornando presto alla tua dimora, prendi la fanciulla malata, la tua parente, e portala subito da me a Napoli, io sono Agnello": Rimasto attonito, quell’uomo, approfondendo tra se le cose che aveva visto e udito, si convinse che quella apparizione non era umana ma divina, e immediatamente condusse su di un carro la ragazza, presso la chiesa a lui intitolata. 

Nel mentre giaceva quasi morta presso la sua tomba, apparve il santo che la confortò dicendo:"Sii forte d’animo e non temere, perché tra poco tu sari guarita da Dio". Il giorno seguente, era domenica, apparve alla fanciulla che non dormiva ma era ben sveglia, S. Agnello che disse: " Nel nome di Gesù Cristo, alzati". Dicendo questo mise il bastone tra i suoi piedi e le dita curve per la malattia, e subito guarì.

 

2° Miracolo

Una fanciulla napoletana era paralizzata da anni, non poteva né camminare né portare le mani alla bocca. Avendo avuto notizia della Santità di S. Agnello, si fece portare presso la sua tomba, e, mentre pregava le apparve il Santo, che le disse di rinunciare a tutte le cose mondane e di indossare una tunica uguale alla sua e di aspettare. La notte seguente S. Agnello le apparve di nuovo e disse: "Hai fatto quello che ti ho detto? Allora afferra questo bastone e incomincia a camminare". Dopo averla segnata col segno della croce, dalle narici della fanciulla cominciò a uscire un fumo e si udì una voce che diceva: mi hai vinto, Agnello! 

E nessuno dubitò che quella era la voce del demonio: La donna, per la grande gioia, cominciò a gridare: Correte, gente, e vedete quale grande grazia ha voluto darmi il Signore per mezzo del suo diletto Agnello! Corse tanta gente e tanti sacerdoti e la videro in piedi, completamente guarita: Avendo visto tanta virtù celebrata nella paralitica da servo di Dio Agnello, tutti coloro che avevano dei familiari infermi, cominciarono a recarsi presso la sua tomba per chiedere la grazia.

 

3° Miracolo

Un nobile uomo napoletano, di nome Giovanni, aveva un piccolo servo invaso dal demonio. Nessuno poteva avvicinarsi perché egli lo dilaniava con i denti: fremeva tutti i giorni e cacciava schiuma dalla bocca. Avendo provato inutilmente tutte le cure possibili, pur non credendo ai miracoli di S. Agnello, lo condusse presso la sua tomba. Durante la messa domenicale, incominciò a gridare: "Correte, correte, e aiutate me misero"! I sacerdoti di quel luogo, scossi da tanto clamore accorsero e gli chiesero come mai fosse così atterrito.

Egli gli rispose: non volevo spaventarvi, ma ho visto davanti alla porta di questa chiesa un immenso drago, che, con le fauci aperte, voleva divorarmi . Avendo i sacerdoti constatato, dal tremore e dal pallore del volto che egli non era malato di mente, ma veramente stava descrivendo la trasformazione di satana, iniziarono a pregare per lui, il Signore Gesù Cristo. Mentre i sacerdoti pregavano egli si addormentò, e, al risveglio, disse:"Dio ti ringrazio. 

Davanti alle vostre preghiere, il drago non ha potuto resistere; ora so, ora vedo quando sia grande la misericordia di Dio onnipotente e i meriti gloriosi del beato Agnello. Ora posso morire in pace, Benedetto sia il Signore che ha ascoltato la vostra preghiera e ha rivolto la Sua misericordia verso di me". In seguito a questo fatto, risorto da giogo diabolico per i meriti di S. Agnello, si divulgò una grande devozione nei confronti della sua santità tra coloro che avevano visto e udito.

 

4° Miracolo

Vi era un monaco romano di nome Giovanni, richiamato dalla fama delle grandi virtù di S. Agnello, si era dedicato a servire il Signore con dovizia nella sua Chiesa. E poiché era orribilmente deturpato in tutto il corpo da piaghe, essendogli apparso il Signore che gli aveva detto: "Io incolpo e castigo coloro che amo", allora implorava tutti i giorni S. Agnello perché, con i suoi meriti lo facesse guarire, fino a che un giorno gli apparve; stava S. Agnello sull’altare di S. Maria Madre di Dio, avvolto in una splendida veste come se celebrasse una messa solenne vi erano anche quattro bianchi agnelli ai quattro lati dell’altare, quasi ossequiassero il Santo. 

Come vide ciò il monaco iniziò ad implorare: "O giustissimo Santo Dio, perché non mi dici per quali sacrosanti misteri non posso salvarmi?". Mentre diceva queste cose, il Santo gli offrì 10 monete, al ché egli rispose:"Non chiedo denaro, Signore mio, a che cosa mi servirebbe? Chiedo la salute!" Sentita la risposta disse: "Abbi pazienza e saprai la verità: infatti quanti sono i danari tanti saranno i giorni fino a che io verrò e dovrai fare tutto quello che io ti chiederò". Udito questo, il monaco si acquietò. Tuttavia, esterrefatto, immediatamente riferì ogni cosa a tutti i sacerdoti della sua chiesa, e questi gli dissero: "credi nel Signore, fratello, credi e non dubitare; la visione che hai avuto non è avvenuta senza un fine e ti condurrà alla verità che Dio ti vorrà rivelare. 

Riversa il tuo pensiero nel Signore ed egli ti nutrirà. Infatti, lo scopo del Signore è quello di preparare e consigliare gli uomini. Quindi aspetta il tempo che ti è stato promesso dal numero dei denari e sii sollecito. Trascorsi dieci giorni, gli apparve S. Agnello e con le mani aperte pregava in un luogo in cui gli sembrava fosse stato dipinto il volto di Maria, madre di Dio. Appena lo vide gli corse incontro e strinse i suoi piedi, dicendo: "qui morirò, o Santo, davanti ai tuoi piedi, ma non mi ritirerò e non ti lascerò fino a quando non compirai per me quanto promesso". Questi gli rispose : "Aspetta e vedrai in che modo il Signore si mostrerà": E dicendo queste cose subito cominciò a pregare per lui la madre di Dio. 

Ella subito gli diede questa risposta che lo stesso monaco ascoltò: "Sappi che in questa vita non guarirai da quello cose per cui hai pregato". Avendo udito ciò, rivolto al monaco S. Agnello disse: "Hai visto, figlio, ed hai udito; devi sopportare pazientemente ciò che piace al Signore; il Signore che castiga, ti ha castigato in questa vita per farti godere nel suo regno; infatti non per mortificare la tua anima, ma per la remissione dei peccati hai ricevuto dal Signore questa prova. Non ti rattristare e sii felice finché puoi, poiché per questo un giorno ti saranno rimessi tutti i tuoi peccati. Vai, dunque e prega Dio nella chiesa di San Bartolomeo Apostolo, che si trova vicino alla basilica di San Giovanni Battista. 

Infatti lì non soffrirai per molto tempo per questa tua infermità, ma presto migrerai verso la gloria eterna. Ma senza dubbio appena finito quest’anno finirà l’amarezza di questa sofferenza e inizierà la dolcezza della vita eterna".Il monaco, rallegrato della mirabile visione avuta da Dio e dalla dolcissima promessa subito si recò nella chiesa di San Bartolomeo dove rimase in preghiera per un anno consecutivo: Finito l’anno, così come predisse il Santo di Dio, morì nel Signore: E veramente nel Signore! Infatto non possiamo dubitare di questo, perché sostenne volentieri tutti i flagelli di Dio e abbiamo visto compiersi in ordine tutto quello che la santa visione aveva predetto.

 

8° Miracolo

Durante l’assedio di Gaeta, i cittadini per difendere la città, presero le armi e si portarono nei luoghi della difesa. Uno di questi, di nome Giovanni, mentre correva verso le mura incautamente si bucò un piede con una spada. Nonostante avesse estratto subito la spada, la ferita diventava sempre più larga e incominciò la gangrena e nessuna medicina riusciva a guarirlo e notte e giorno gridava per il dolore irriducibile. Quando già ormai era rassegnato a morire, gli comparve S. Agnello, che cominciò a consolarlo dicendo: "Disperato per la salute hai ricercato tutti i medici che nulla hanno potuto. Vieni a Napoli e vi troverai un medico che subito ti aiuterà a guarire".  

Ed egli gli rispose: "Non lo conosco Signore, poiché Napoli è distante cento miglia da qui. "Va’ – rispose il Santo - vai in pace e non esitare. Non appena arriverai nel porto di Napoli io ti indicherò la via". Così fece e navigando velocemente fu portato al porto di Napoli. Qui trovò una persona conosciuta che lo condusse subito presso la tomba di S. Agnello. Egli, prostrato, senza alcun dubbio nella promessa ricevuta fatta la preghiera, subito ricevette la grazia. Per questo offrì una grande calice d’argento e felice tornò nella sua città.

 

 

Notizie di Pisciotta e dintorni pubblicate "dal calendario di S.Agnello Abate" 
dalla nostra editrice Maga   < Maria Gabriella Mautone >