La festa di S.Aniello - La banda musicale
Il 10 agosto, la notte di S. Lorenzo. La notte delle stelle
cadenti, il clou dell’estate, delle notti sfrenate, delle discoteche, del
consumismo, per i Pisciottani è soprattutto la festa di S.Aniello. E’ un appuntamento importante per ognuno di
noi, a cui difficilmente si può mancare Per quel che mi riguarda, nelle mie quarantaquattro primavere posso annoverare altrettante presenze a Pisciotta per la "Festa". Anche quando impossibile che potessi
partecipare, all’ultimo momento è capitato qualcosa che mi ha consentito di arrivare in Piazza magari mentre il Santo appariva alla "Porta dell’aria". Ero ufficiale medico a Napoli nel ’77 e il mio comandante mi firmò la licenza la mattina del 10
agosto, ero in ospedale ad Eboli nel ’79, e il primario mi preparò il foglio di dimissione la mattina del 9
agosto. No, non potevo proprio mancare.
La giornata inizia con il suono festoso delle
campane, così familiare con lo sparo dei fuochi d’artificio che sembra sottolineare l’importanza del giorno e poi,
finalmente, le note allegre della banda che si spandono per la piazza, per le strade
principali, si infiltrano nei cento vicoli e violetti del paese e invitano la gente a uscire di casa, con animo allegro,
rasserenato, pronto a "vivere" la giornata più importante dell’anno con lo spirito
giusto. A Pisciotta, la banda ha questo potere, perché lo ha sempre
avuto, da tempi antichi. E’ una nostra tradizione, mai abbandonata, nemmeno nei tempi difficili di un non lontano passato costellato di guerre e di povertà. Con alterne
vicende, nell’arco di oltre un secolo essa ha sempre seguito le sorti del nostro
paese. Ci appartiene! E’ inutile andare a trovare forme di cultura o pseudo–tale che sono lontane da
noi; noi abbiamo la nostra tradizione culturale: è la musica. Ancora brillano gli occhi ai nostri "anziani" quando raccontano episodi dei maestri
Britti, Visone, Buonomo …..Non esiste una famiglia a Pisciotta che non possa annoverare tra i suoi componenti un "musicante", e quanto è bello vedere i ragazzi in gruppo che discutono di
spartiti, di crome, di pause e di maestri più o meno bravi, che sognano grandi orchestre e grandi
avveniri.
Che gioia ho provato quando ho visto un ragazzo di Pisciotta suonare nell’orchestra che ha accompagnato i tre più grandi tenori del mondo a
Caracolla. Ero in Toscana, e, in albergo, mentre appariva in televisione, ho diffuso subito la voce:
vedete, quel ragazzo che suona il corno è del mio paese! Bravo, Carmine Pinto! Ho pensato alla felicità che hai regalato ai tuoi genitori e a chi ti è stato vicino in questi anni di studio. Ecco che la festa di S. Aniello è diventato non solo un appuntamento di
fede, di tradizioni, un momento di incontro con gli amici o con i propri cari
lontani, ma è diventato poco a poco anche un appuntamento culturale, veicolo di tutto ciò: la
musica. E quest’anno, la sera della vigilia, abbiamo avuto il piacere di vedere sul podio a dirigere "Città di Pisciotta" dopo tanti
anni, un giovane maestro del posto, proprio quel Carmine Pinto di cui ho parlato prima. E’ stata un’emozione forte vedere tutti quei
ragazzi, pisciottani uniti da un amore comune, suonare con lo stile, la grazia e la professionalità di una grande
banda.
Ancora più bello ed esaltante è
stato, il giorno successivo vederli suonare insieme a una banda pugliese di grande
prestigio; piazza Pinto era tutta riempita di divise e strumenti luccicanti e le due bande
insieme, all’unisono e nulla togliere l’una all’altra hanno dato vita ad uno spettacolo musicale
indimenticabile, proseguito poi durante la processione con l’alternarsi dei due complessi bandistici che non mai smesso di
suonare: Bravi, ragazzi, e grazie! Continuate a mantenere viva questa tradizione non date retta ai soliti incontentabili
brontoloni. Questa è cultura con la C maiuscola. Checché ne pensino alcuni
denigratori: Ed è, soprattutto, l’indice della vitalità del nostro
Paese, dei sentimenti sani che animano i nostri ragazzi e per alcuni di
essi, ed io mi auguro per tutti, sarà certamente anche la fonte di tante soddisfazioni e di un avvenire
migliore.
Luigi Mautone