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Pisciotta - In June of 1992 Pisciotta was preparing to undertake a walk in the world of the
voluntaries that would have lasted around 10 years. On a May morning, few
more than 100 people between 18 and 65 years old, found themselves in a
classroom of the school building to take the test that would have
allowed them to become V.d.S. (Voluntary Help) in the new group of
the Pisciotta Red Cross.
I was one of those people and, despite the fact that it was not the first
test of my life, I found myself trembling and excited. I tried to
hide the void to the stomach with smiles and "pacche" on the shoulders,
mentally being ashamed of my fear of displaying my emotions. Nevertheless looking around
and exchanging impressions and
comments with the others, I realized that I wasn't the only one feeling that
shivers that always accompany the fear of what it is unknown, but that,
there was rather, who was worse then me and that my smiles and "pacche" on
the shoulders were taken, contrarily, as sign of encouragement.
Man mano che il tempo passava e si avvicinava il momento di sedermi di
fronte alla commissione esaminatrice mi rendevo conto che la staffetta delle
mie paure stava cedendo il testimone alla voglia di aiutare chi, per
l'emozione, balbettava o voleva ritirarsi o aveva gli occhi lucidi...
insomma realizzai , in poco tempo, quanto fosse importante accantonare le
proprie esigenze per dare una mano e aiutare chi si trovava realmente in
difficoltà... e non ero l'unica.
Credo che nella storia sociale di Pisciotta quel giorno di maggio, che
certamente non verrà ricordato negli annali, fosse invece un giorno da
scrivere in rosso, perché nonostante il nostro paese avesse assistito alla
nascita (e al declino) di numerose associazioni, mai si era visto un
assortimento umano così vario sia per l'età che per la provenienza. Mai
tante persone di Rodio, Marina, Caprioli, Pisciotta si erano ritrovate
compatte, unite, solidali, pronte ad aiutarsi senza alcun fine, né politico,
né economico né di alcun altro genere.
Più di cento persone emozionate e
determinate a diventare volontari., pronte a salire su un'ambulanza in
emergenza, medicare una ferita, misurare la pressione con l'unico scopo di
potersi mettere al servizio di chi aveva bisogno.
Alla fine di quel giorno e degli esami, non è retorica dirlo, tutti ci
sentivamo soddisfatti, ricchi di un tesoro non palpabile, contenti.
Eravamo
diventati un vero e proprio gruppo, e non solo, avevamo siglato tra di noi
un tacito patto di amicizia e solidarietà; persone che fino al giorno prima
si salutavano appena, da quel momento accompagnarono il saluto con un
sorriso. Oltre ad essere diventati volontari della Croce Rossa eravamo
diventati, tra di noi, amici.
Un miracolo per Pisciotta ...!?
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